Francesca Ferrari Weblog

22-11-2007

lettere

ff in Appunti, letture

lettere-.jpg
Mio caro Bernard,
[…]
Ecco lo schizzo di un seminatore: vasto terreno di zolle di terra arata, in gran parte di un viola deciso. Campo di grano maturo, d’un tono ocra giallo con un po’ di carminio. Il cielo, giallo cromo chiaro quasi come il sole che è giallo cromo1 con un po’ di bianco, mentre il resto del cielo è giallo cromo1 e 2 mescolati. Quindi molto giallo.
[…]
Ma quando dunque farò il cielo stellato che tanto mi preoccupa. Ohimè! Ohimè! è proprio come dice l’ottimo compagno Cyprien: i quadri più belli sono quelli che si sognano fumando la pipa in salotto, ma che non si fanno. Eppure si tratta di mettercisi, per quanto incompetenti ci si senta faccia a faccia con le perfezioni ineffabili degli splendori gloriosi della natura.
[…]
Ecco ancora un paesaggio. Tramonto? Luna che sorge? In tutti i casi, sole d’estate. Città viola, astro giallo, cielo blu-verde. Il grano ha tutti i toni oro antico, rame, oro verde o rosso, oro giallo, bronzo giallo, verde-rosso. Tela 30, quadrata. L’ho dipinta in pieno Mistral, il cavalletto era fissato a terra con dei picchetti di ferro, sistema che ti raccomando. […]
t.à t.
Vincent

Mio caro compagno Bernard,
[…]
Qualche volta mi dispiace di non riuscire a decidermi di lavorare di più in casa e di fantasia. Certamente l’immaginazione è una facoltà che dobbiamo sviluppare e lei sola può renderci capaci di creare una natura più esaltante e più consolatrice di quello che un semplice colpo d’occhio sulla realtà- che vediamo mutevole, passare veloce come un lampo-ci fa scorgere. Un cielo stellato, to’, è una cosa che vorrei provare a fare, come di giorno cercherò di dipingere un prato verde stellato di denti di leone. Come però riuscirci se non decidendomi di lavorare in casa e di immaginazione. Questo quindi a mia critica e tua lode. Attualmente sono assorbito dagli alberi da frutto in fiore, peschi rosa, peri bianco-gialli. Non seguo nessun sistema di pennellata. Picchio sulla tela a tocchi irregolari che lascio come sono. Degli impasti delle parti della tela non coperte di qui e di là, degli angoli che lascio assolutamente non finiti, dei rifacimenti, dei brutalismi: insomma il risultato, sono propenso a credere, è inquietante ed irritante quanto basta per scontentare quanti hanno idee preconcette sulla tecnica. […]

t.à t.
Vincent

Vincent Van Gogh - Lettere ad un amico pittore- ed. BUR

Ed è come vederli nascere i suoi quadri. Quella notte stellata della quale hai visto le molteplici versioni riprodotte ovunque, in foto, in cartolina, nei sottobicchieri e piattini souvenir, adesso sai per quanto tempo restò nei suoi pensieri prima di prender vita sulle tele. E lo stesso sarà per i girasoli e le nature morte e i ritratti e quelle scarpe da contadino che son le mie preferite. Le vedrai nascere a poco a poco.
Solo così si arriva a conoscere un artista. Entrando nella sua vita di tutti i giorni. Intrufolandosi nella sua stanza e leggendogli sopra la spalla ciò che le biografie, anche le più accurate, non potranno mai raccontarti.

11 commenti su ' lettere '

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  1. ulisse , il 22.11.2007 alle 14:39

    magistrale!!!

  2. sasà , il 23.11.2007 alle 08:57

    Questo libro per te è veramente un tesoro, vero?****

  3. anna , il 23.11.2007 alle 09:06

    Vincent
    Don Mc Lean

    Starry, starry night
    Paint your palette blue and grey
    Look out on a summer’s day
    With eyes that know the darkness in my soul
    Shadows on the hills
    Sketch the trees and daffodils
    Catch the breeze and the winter chills
    In colours on the snowy linen land

    Now I understand
    What you tried to say to me
    And how you suffered for your sanity
    And how you tried to set them free
    They would not listen
    They did not know how
    Perhaps they’ll listen now

    Starry, starry night
    Flaming flowers that brightly blaze
    Swirling clouds and violet haze
    Reflect in Vincent’s eyes of china blue
    Colours changing hue
    Morning fields of amber grain
    Weathered faces lined in pain
    Are soothed beneath the artists’ loving hand

    Now I understand
    What you tried to say to me
    And how you suffered for your sanity
    And how you tried to set them free
    They would not listen
    They did not know how
    Perhaps they’ll listen now

    For they could not love you
    But still your love was true
    And when no hope was left inside
    On that starry, starry night
    You took your life as lovers often do
    But I could have told you Vincent
    This world was never meant for one as beautiful as you

    Like the strangers that you’ve met
    The ragged men in ragged clothes
    The silver thorn of bloody rose
    Lie crushed and broken on the virgin snow

    Now I think I know
    What you tried to say to me
    And how you suffered for your sanity
    And how you tried to set them free
    They would not listen
    They’re not listening still
    Perhaps they never will…

    Notte stellata
    dipingi la tua tavola di colori blu e grigio
    osserva una giornata d’estate
    con gli occhi di chi conosce l’oscurità della mia anima
    dipingi ombre sulle colline
    abbozza gli alberi e i giunchi
    cattura la brezza e brividi invernali
    nei colori della linea dell’orizzonte innevata

    Ora capisco cosa hai cercato di dirmi
    e quanto hai sofferto per la tua saggezza
    e quanto hai provato a liberarli
    loro non ti avrebbero ascoltato
    loro non sapevano quanto
    ma probabilmente ora starebbero a sentire

    Notte stellata
    fiori infuocati che brillano con luminosità
    nuvole vorticose nella foschia scura
    si riflettono negli occhi di Vincent blu come ceramiche
    I colori cambiano tono
    campi al mattino di grano ambrato
    facce sopravvissute allineate nel dolore
    sono mitigate sotto la mano amorevole dell’artista

    loro possono non amarti
    ma il loro amore era vero
    e quando non c’è più nessuna speranza
    in quella notte stellata
    ti sei ripreso la tua vita come spesso fanno gli amanti
    ma io potrei avertelo detto Vincent
    questo mondo non è mai stato fatto per uno bello come te…

    Notte stellata
    i ritratti pendono sui muri vuoti
    teste senza cornici su muri senza nome
    con gli occhi che guardano il mondo e non dimenticano
    come gli stranieri che hai incontrato
    l’uomo logoro in abiti stracciati
    la spina d’argento della sanguinosa rosa
    che giace dopo essere stata strappata sulla neve virginea

    ora credo di sapere
    quanto hai sofferto per la tua saggezza
    quanto hai provato a liberarli
    loro non ti avrebbero ascoltato
    loro ancora non ascoltano
    e forse non ascolteranno mai.

    Una delle più belle canzoni che siano mai state composte, forse un pò persa nel tempo.
    bellissimo blog, ti seguo da tempo.
    anna

  4. andrea sysjena , il 23.11.2007 alle 09:06

    ..nell’80, zaino in spalle, girai l’europa, e ci fermammo ad Amsterdam per una settimana. Mi si ferma ancora il cuore a pensare al Museo VanGogh, che quasi potevi appoggiarci il naso ai quadri, che quasi ne sentivi l’odore….

  5. ff , il 23.11.2007 alle 09:43

    ulisse, il libro è un regalo magistrale. anzi universitario.

    eh sasà sì. davvero. completa l’altro, quello delle lettere al fratello. ne ho parlato tempo fa, ricordi?

    anna, grazie. grazie anche per esserti “fatta vedere”.
    non conosco la canzone, la si può anche ascoltare da qualche parte?

    sys, allora non hai detto anche tu quello che di solito sento nei musei davanti a qualsiasi quadro “ah. però com’è piccino! lo credevo più grande!”
    nell’80 io giravo per panocchia. senza lo zaino.

  6. anna , il 23.11.2007 alle 10:07

    probabilmente riesci a scaricarla da quelche parte:
    ‘Vincent’ di Don Mc Lean….
    questa canzone avrà più o meno vent’anni….
    :-)
    grazie a te, ciao
    anna

  7. TOPOX , il 23.11.2007 alle 13:18

    … questo perchè le tele non sono belle in quanto dipinte da Van Gogh, ma perchè dipinte da un uomo con sentimenti, anche se, a dire il vero, accompagnati da ineccepibile estro, ma soprattutto uomo e non commerciante.

  8. epimenide , il 23.11.2007 alle 14:14

    Incarrellato.

  9. sasà , il 23.11.2007 alle 16:27

    sì che me lo ricordo… ecco il perché del commento**** ;)

  10. ~ Numerabile ~ » Blog Archive » Post nucleare , il 24.11.2007 alle 12:51

    […] Post-pittorico: Ma quando dunque farò il cielo stellato che tanto mi preoccupa. Ohimè! Ohimè! è proprio come dice l’ottimo compagno Cyprien: i quadri più belli sono quelli che si sognano fumando la pipa in salotto, ma che non si fanno. Eppure si tratta di mettercisi, per quanto incompetenti ci si senta faccia a faccia con le perfezioni ineffabili degli splendori gloriosi della natura. […]

  11. ff , il 24.11.2007 alle 13:08

    sì topox. si dovrebbe abolire il commercio dell’arte. per legge.

    trepì, è molto bello anche ” paul gauguin-chiacchiere di un imbrattatele” ed. abscondita.

    :)

    e davide, tu pensa che purtroppo non fumo.

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