panocchia-metaquadroraccontato

“gli alberi in fondo al giardino”fferrari
olio su tela 80×120
Questo è il giardino della vecchia casa di Panocchia. Panocchia, con una enne sola, mi raccomando.
Era una grande casa con le stanze ampie e i muri così grossi che nemmeno il terremoto riuscì a far tremare. Era, per me… é ancora, per altri.
E’ l’unica casa, delle tante che mi hanno visto traslocare, che mi fa stringere il cuore, quando la ricordo.
La mia prima vera casa da nonfiglia, quella degli anni più belli, anche se allora non dipingevo molto, il ragazzone era piccolo, si giocava tanto ed era un continuo corrergli dietro, ché voleva camminare.
A Panocchia le domeniche erano un rito.
Allora avevo un Labrador, Bred, e lui sentiva la macchina dei miei arrivare da dietro la curva, ed incominciava a correre come un matto.
Avanti e indietro, al cancello e poi alla porta, e poi via, ancora al cancello.
E quante feste a mia mamma, che scendeva dall’auto carica di ogni cosa.
E a mio papà, che lo faceva salire sul sedile posteriore e lo portava a fare un giro nella campagna. Bred col muso arricciato, gli occhi semichiusi e le orecchie al vento.
Una volta sono finiti anche in un fosso, quei due scriteriati. Li tirò fuori Il contadino col trattore. Ma non riuscimmo mai a sapere il perché.
E la tavola grande, con gli allunghi da entrambe le parti e la tovaglia della domenica.
E il lesso.
La domenica la si riconosceva, col naso, dal primo mattino, per il profumo di bollito che saliva fin su in solaio.
La gallina con il ripieno di pane, formaggio, uova e nocemoscata, solo una grattatina però; un pezzo di manzo, prendi la paletta, mi raccomando, tenera e gommosa, e, in una pentola a parte, ma solo d’inverno, il cotechino ad impuzzolentirmi tutta la casa.
E poi il purè…lo so che si scrive la purèa, ma allora era il purè, ed era anche più buono.
E le salse.
Quelle non potevo farle io, guai…era “territorio esclusivo” di mia mamma: quella rossa, col concentrato, il prezzemolo e l’olio, cotta lentamente sul fuoco e il segreto, ricordati, è una spruzzatina di limone, e una puntina di zucchero, ma poco, altrimenti rovini tutto..l’altra salsa era facile, solo prezzemolo tritato e olio.Buonissima. Giusta per me.Da mangiar col pane fresco. Smettila che fai cader le briciole dentro.
E, alla fine, le paste di Pagani: un pacchetto con la carta bianca e rossa e la fettuccia legata a fiocco, per portarle meglio a casa.
Mio papà, prima di partire per Panocchia, le andava a prendere in centro, in autobus: sei cannoncini con la crema, due torrette di cioccolato, due bigné, due africani e due millefoglie. Quattordici paste. Sempre.
Mi viene in mente il suo tovagliolo.
Lo voleva grande, bianco e ne infilava un pizzo nella scollatura del maglione, o, in estate, nella camicia.
E non si voleva mai alzare da tavola, fosse stato per lui, avrebbe trascorso l’intera domenica a tavola, con tutti noi attorno. Stava seduto un po’ di traverso, con le gambe accavallate che uscivano dall’angolo del tavolo, e mia mamma fingeva di inciampare nel suo piede dondolante, mentre passava con i piatti in mano. Sembrava un antico romano, lui, ecco il perchè del grande tovagliolo, era inevitabile che in quella posa, qualcosa cadesse sul vestito.
E mangiava lentamente, mio papà, un boccone e poi appoggiava la posata e si metteva a chiacchierare, era come esser in un salotto, e io che invece mangiavo velocissima, dovevo aspettare per ore che finalmente arrivasse anche lui alle paste.
Beveva solo caffé fatto con la sua caffettiera, e se la portava ogni volta da casa. Bollente e amaro.
La porta della cucina si apriva sulla grande pavimentazione in cotto, ombreggiata da un nocciolo immenso, ed in estate il pomeriggio trascorreva lì: mia mamma leggendo o sferruzzando, seduta nella poltrona di midollino, ed io a correr dietro ad un bimbo scatenato. Che cresceva troppo in fretta.
Mio papà invece prendeva una sedia, una vecchia Plia bianca, e se ne andava sotto le piante, là, in fondo al giardino, con il cane sdraiato accanto,fino al calar del sole.
Lui e Bred. Due vecchi amici.
Non vedo più la casa di Panocchia da sei anni, ormai. Non aveva più senso tenerla.
Non la voglio vedere.
Mi hanno detto che i nuovi proprietari hanno fatto grandi cambiamenti.
Il cotto dietro non c’è più, adesso ci sono dei mattoncini autobloccanti…si chiamano così?e al posto delle poltrone di midollino ci sono le auto. Chissà come brontola mia mamma se guarda in giù e le vede.
Ma le piante ci sono ancora, e anche Bred è rimasto là. E forse non è nemmeno solo.
Le mie domeniche sono ancora molto belle. Lo stesso. Certo gli allunghi della tavola sono in cantina. E’ sufficiente la tavola chiusa, ché il ragazzone si alza alle due, il capo va a caccia o al golf, ed io mangio in piedi, se mi ricordo di farlo…a cosa mi servono gli allunghi?

“sottoglialberi”fferrari

Discorso troppo lungo.
ecco
leggilo a puntate
sniff
:’)
raffreddore?
beh: un allungo della tavola serve sempre…non si sa mai, quando meno te lo aspetti…bello il racconto, quanti odori e sapori e colori che trasmette! e si sentono persino le voci: mi devo preoccupare?!?
che bello ricordare…..è così anche per me che sono già un poco in su con l’ età ( 51 …anche se….ben portati e per nulla pesanti ), sono diversi i luoghi e le persone, ma la sensazione struggente che ti prende, credo sia la solita ….tu puoi anche dipingerla…ti invidio un pò questa tua abilità, io non ne sono capace.
ora ti saluto e ti ringrazio per la bella lettura ci rileggeremo la prossima settimana
parto ,vado qualche giorno al mare a Baratti a riposarmi…niente vita mondana o notturna….solo riposo… CIAOOOOOOOOOOOOO
tranquilla, io non capisco niente quanto te… non è niente di grave.solo una storia finita…
mi è arrivato il cane!!!!!! dio è bellissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaa te la devo far vedere!!!!!!!!!!!
ah.. panocchia..dio.. mi manca!!! mi ricordo che per un periodo andavo la in scooter e guardavo la casa dal cancello. credo di non avervi mai perdonati x averla data via!!!! e mi ricordo il nonno.. lento andava a mangiare! .. eheheh.. e il sale e doveva essere bollente tutto.. e la cioccolata… aiuto quanti ricordi!
bello!
eh anto. oggi il nonno è qui.
bello tutto: quadri, racconti e ricordi. ;-)***
…io ho la tavola che si allunga fino a 3,70 mt….mi piave quando metto tutti gli allunghi…anche se capita di rado….il vociare attorno al tavolo…le storie che si intrecciano….adoro i convivi eno-gastronomici discorsivi…non potrei farne a meno….
Buona domenica anche a te…..magari con un allungo….
Andrea
P.S.
Mi piacciono “gli alberi in fondo al giardino”…:-) e fai bene a non volere andare a vedere Panocchia….
grazie princy.**
andrea, no. niente allunghi domani. però sarà lo stesso una bella domenica.
in effetti qui nei commenti c’è un po’ di confusione.
ti riferivi a quello?
A leggere di cannoncini e bigné mi è venuta una certa fame … quel che si dice un racconto appetibile!
Baciottoli!
…si…agli allunghi della tavola….
case o persone, non fa differenza, alla fine
eva, case e persone sono un’unico pensiero, a volte
bentornata.
ma quanta gente ci sta in m3.70? e soprattutto chi cucina?
ecatina, pensa che non ho nemmeno raccontato di quel brodo che aveva degli occhi gialli grandi così attorno ai quali galleggiavano i cappelletti di mia mamma. e non ho parlato delle tartine fatte col pane fresco di campagna con un velo di burro e il prosciutto.
non ne avevo parlato. adesso sì.
:)))*
cos’è quella scritta formato mr.magoo?
uffa trepì.lo vedi che gli altri fan finta di nulla?
un po’ di comprensione, suvvia!
non lo so che cosa è successo.
dice andreasys che ho fatto miracoli.
e poi c’era anche chi mi aveva promesso un prontointervento, ma campacavallo.
si va a dormire, valà
Verrà il momento in cui tornerai ad usarli quegli allunghi, vedrai. :-*
Quale terremoto?
…18 persone comode…anche 20….e chi vuoi che cucini…mia moglie ed io…..
Poesia o cotta realtà? Una volta volevo girare un “corto” dove c’èra un bambino (autobiografico?) che, la domenica mattina, prima saliva con l’ascensore all’ultimo piano del palazzo dove viveva e poi scendeva, piano a piano, pian piano, cercando d’indovinare cosa veniva cucinato negli appartamenti, perchè “La domenica la si riconosceva, col naso”…il profumo della domenica!
Procediamo per punti… ai cannoncini/cannoli mignon ci arrivo, ma sti africani saranno mica i tartufi al cioccolato?
Punto due, le case sono intrise di ricordi, se le svuoti fanno la fine degli affreschi romani durante gli scavi della metropolitana… svaniscono alla’aria.
Punto tre, io con un ragazzone in giro per casa aspetterei fiduciosa prima di buttare le estensioni del tavolo. Prima o poi…
Punto quarto, che piacere leggerti!
Quando fai così, che ricordi il lesso e il trattore e il midollino e le domeniche belle (ma sono belle lo stesso anche queste), mi fai addolcire il cuore…
…e poi non riesco a darti ordini nel bLar!!!!
E se tua madre ti sostituisse nel preparare le salse al bLar? l’ultima… sì, dài, quella lì verde che hai preparato settimana scorsa…ecco, l’ultima salsa: ho buttato gli avanzi nel vaso di una piantina di prezzemolo…le sono spuntate le bacche rosse tipo pungitopo natalizio!
“Quattordici paste. Sempre.”
ti sorrido e ti abbraccio, tanto. La mamma è tornata
Sempre sembra non finire mai, vero Francesca?
Sai sorella di tastiera e non solo, ad un certo pun to della lettura mi sono chiesta e il dilemma continua, mi piace di più il quadro di pennellate o di parole?
davvero pla?
ossignur e mi avviseranno prima di arrivare? ;)))*
(il terremoto del 1983-9 novembre)
avete dei problemi ad accettare i cani, andrea? noi ne avremmo due
e perchè non lo fai adesso, ioguido. non mi dire che il bimbo non c’è più, ché non ci credo.
nono, sal. gli africani sono delle piccole zuppe inglesi ricoperte da glassa al cioccolato fondente. purtroppo sono al liquore e io posso mangiare solo la glassa.
sì, hai ragione. le case sono solo involucri.
il ragazzone gli allunghi li vorrà a casa sua, vedrai.
e quattro, grazie :*
lo faccio apposta simo. ecchecaspita. arrivi al mattino e incominci a dar ordini a destra e sinistra. e al centro. se invece ti commuovi, per un paio d’ore stai zitto.
anche la glaucy così è contenta.
oggi ero in ferie, mi sono scordata di dirtelo.
bentornata, mammagiò. mhhh non so se ti conviene definirti sorella di tastiera mia…qualcuno potrebbe sconsigliartelo, sai?
comunque io non avevo toccato/cliccato/schiacciato nientediniente.
lo vedete che è tornato tutto a posto?
bastava un piccolo intervento spontaneo del mio santo protettore. spontaneo, sottolineo.
se volete che vi linki qualcosa fatemelo sapere.
vi cambio il template col solo pensiero.
Gli allunghi servono quando vengono gli amici, e i figli degli amici, le fidanzatine e i fidanzatini dei figli degli amici.. e se mi spieghi che sono gli “africani” giuro che vengo anche io con annessi e connessi..
Bax
Ops non avevo letto, vabbe’ portero’ anche quattordici diplomatici…
Ribax
ossignùr…volpe!
ma vorranno mangiare tutti da me? mi viene l’ansia. non potrebbero venire già mangiati?
sì, da pagani ci sono anche i diplomatici, non mi ricordo se hanno il liquore…facciamo quattordici torrette di cioccolato e non se ne parli più. ti aspetto.
con gli annessi e sconnessi. ovvio. :))*
Non ho parole. Io non ci devo più venire, qui… Ciao Streghina, riesci sempre a farmi crescere il magone.
Comprendo la mancanza di Panocchia.
Ma in quale periodo ha vissuto qui.
Se avrà la cortesia di visitare il mio sito e leggere -fra aia e cucina- sono certo che le susciterà nuove emozioni
Rimango in attesa di una sua mail sono curioso di sapere dove era la casa grande.
Cordialmente.