Francesca Ferrari Weblog

30-08-2006

lampo

lampo.jpg

“lampo”fferrari

carboncino-grafite ed acquerello 

Lampo amava sopra ogni cosa il calore del sole. Se ne stava per ore sdraiato accanto al muro del giardino; ogni tanto alzava un sopracciglio, e raddrizzava appena la testa, dava un’occhiata al suo territorio e poi, sbadigliando, tornava a sonnecchiare.
Si sentiva così stanco, e ormai anche il caldo dell’estate contribuiva ad intontirlo, facendogli trascorrere la maggior parte della giornata dormendo e sognando.
Dovete sapere che, come tutti i cani del mondo, lampo sognava sempre, e nei suoi sogni abbaiava a gatti dispettosi, ringhiava a terribili ombre, ma soprattutto rincorreva farfalle, mimando quelle cavalcate che non era più in grado di fare.
Quando il nonno tornò una sera, molti anni prima, con quello spinone arruffato, la nonna si mise le mani nei capelli, figuriamoci, lei non amava molto i cani: sporcavano il pavimento, abbaiavano di notte ed ogni scusa era buona per non volerne in casa. E poi la nonna adorava i gatti, ne aveva sei, e se non fosse stato per Torido che faceva sparire le cucciolate, regalandole ai contadini-diceva lui, e la nonna faceva finta di credergli, ma per due giorni non parlava più, se non fosse stato per lui, la casa si sarebbe trasformata in una gattaia.
Quel giorno di settembre, il nonno andò a caccia, come sempre senza cane, e per un cacciatore cacciare senza il fido compagno è un po’ come per uno scrittore scrivere senza la propria tastiera, utilizzando quella degli altri: era un cacciatore triste, povero nonno.
Ricordo bene quella mattina, noi eravamo ancora in campagna, poiché allora le scuole iniziavano in Ottobre. Era una frizzante alba settembrina, come tutte le altre forse, ma chissà, a me sembrava diversa, infatti mi alzai per salutare il nonno e poi tornai a dormire, poiché era appena sorto il sole e gli occhi mi si chiudevano per il sonno.
Per tutta la giornata giocammo come sempre, rincorrendo le galline di Torido, trasformando i pazienti gatti della nonna in altrettanti giochi graffianti e così tra cose e litigi, senza che ce ne accorgessimo, arrivò la sera.
Ma il nonno non era ancora tornato.
Si percepiva che in casa c’era apprensione, la tovaglia non era ancora in tavola, il secchio dell’acqua era quasi vuoto, la nonna continuava ad andare alla porta, fingendo un’ indifferenza molto fragile: ogni rumore la faceva sobbalzare, e subito il suo sguardo correva speranzoso al cancello.
Finalmente quel cigolio che doveva servire per segnalare l’arrivo dei ladri, annunciò invece il ritorno del nonno.
Ma non solo il ritorno suo, segnalò anche l’arrivo di una massa di pelo arruffato, timidissimo spaurito e fangoso. E qui occorrerebbero ancora mille aggettivi per descrivere quel botolo che assomigliava solo lontanamente ad un cane.
Appena entrò in cucina si andò a nascondere tutto tremante e con la testa tra le zampe, sotto il tavolo, intrecciandosi alle gambe delle sedie a mo’ di protezione. Sembrava un cane malato e a me faceva anche paura.
Potete immaginare la discussione che seguì, e che si protrasse per tutta la notte; dalla nostra camera sentivamo le voci dei nonni e io e mia cugina, sedute dietro la porta, riuscivamo a fatica ad afferrare solo pezzetti di frasi.
“…è troppo grosso…” “… buono e tranquillo…”…i gatti…non possiamo…” “….ci penso io…” ” …lo hanno picchiato…ha un orecchio insanguinato…”.
E credo che quell’orecchio ferito sia stato, sì, la tragedia di Lampo, poiché gli provocò una totale sordità, ma, tutto sommato, fu anche la sua fortuna.
Infatti le voci si calmarono, sentimmo la nonna scendere in cucina, e piano piano la seguimmo anche noi, troppo curiose per perdere la scena.
La nonna era accucciata sotto il tavolo e, con la camicia da notte ormai tutta infangata, cercava di convincere l’impaurito cucciolo ad uscir fuori, e ad abbandonare quella gabbia protettiva.
Il nonno nel frattempo aveva riempito la tinozza, quella che serviva per lavare i panni, di acqua tiepida, ed insieme riuscirono a lavare tutta la sporcizia da quel grumo di sangue, peli e ossa.
E fu così che Lampo nacque per la seconda volta nella sua vita.
E quella notte iniziò la sua vera e unica vita, dimenticò le bastonate della precedente, e sono convinto che arrivò alla convinzione di essere sordo perché una farfalla, in un giorno d’estate, gli entrò nell’orecchio per dispetto, si spiega così perchè trascorse i suoi 15 anni a rincorrerle, perfino nei sogni.
Ed un pomeriggio di sole tiepido, con l’estate alle porte, Lampo, dondolando sulle zampe malferme come un ubriaco, si diresse come sempre al suo muro dei sogni.
Si distese, alllungandosi e stiracchiandosi come aveva imparato a fare da quei gatti con i quali era invecchiato assieme e si addormetò felice. Non si mosse nemmeno quando una farfalla grande come due mani si appoggiò sull’orecchio malato. Non si svegliò più.
Io non c’ero, ormai ero grande e non volevo più saperne dell’estate in campagna, ma riesco a vederlo lo stesso, là, accanto al muro coperto di glicine, che dorme e galoppa e galoppa..e galoppa.
E spero di addormentarmi anch’io così, fortunata come lui.
E così finisce la storia di Lampo, il mio sordo spinone con la coda blu cobalto.

anonimo di cognome, ff di nome 

21 commenti su ' lampo '

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  1. ff , il 30.08.2006 alle 10:35

    eh… se uno è anonimo, è anonimo, no?
    ecchediamine

  2. Princy60 , il 30.08.2006 alle 11:19

    Se muoiono gli animali, io piango…Mannaggia all’anonimo del piffero! ;-)***

  3. mf , il 30.08.2006 alle 11:28

    E io che credevo morisse in un lampo… ma…

    “quelle cavalcate che non era più in grado di fare.”

    ALLORA ERA UN CAVALLO!!!!

    PS: questo disegno non me lo hai fatto vedere***

    per i tuoi lettori : l’anonimo è… è…. è…
    nessuno, non lo so:)))))

  4. roger , il 30.08.2006 alle 11:35

    bel racconto, mi piace questi spaccati di vita vissuta, e concordo pure con l’ augurio finale,spero vivamente di fare l’ ultimo passo così anch’ io……ma so che questa è solo una speranza anche per me.

    comunque…..è solo una curiosità…..per caso la mia disavventura ” fulminante” ha contribuito in qualche maniera al ricordo e quindi al successivo racconto ?…….perchè mentre lo leggevo ho fatto un associazione di idee, anzi, a dire il vero è iniziata gia da quando ho letto il titolo…….ti spiego…
    fulmine= lampo=morto…(vedi pc)=vecchio..(arivedi pc..come ben si sa , niente invecchia piu velocemente di un pc, tanto che appena il negoziante ti da lo scontrino dell avvenuto pagamento…..gia ti propone il nuovo modello che è uscito or ora….mentre pagavi… :( )= idea= ricordo= racconto.

    grazie per il bel racconto :)

  5. ioguido , il 30.08.2006 alle 11:35

    Hai un fazzoletto? No, non sono raffreddato…

  6. ff , il 30.08.2006 alle 11:46

    ammò princy, lo faccio subito risorgere, se vuoi.

    insomma meta, non si può mica dire ” quelle cagnolate”, no?…o sì??”

    certo roger che il tuo ragionamento sembra il bersglio delle parole crociate. hai presente?
    più o meno, sì…quasi..insomma…circa.

    mannaggia ioguido! ne ho almeno due dozzine.
    ma se vuoi li butto tutti e ne tengo solo uno.
    così se me lo richiedi ti posso rispondere sì, ne ho uno.
    son contenta se non sei raffreddato…mal di testa? mal d’orecchie?mal di mare?

  7. ff , il 30.08.2006 alle 11:46

    metasasà, certo che non te l’ho fatto vedere: è fresco di giornata.

  8. Ecate , il 30.08.2006 alle 13:24

    Ma si produrranno e diffonderanno commercialmente su questo blog le figurine di Lampo? ;-)*********

  9. ff , il 30.08.2006 alle 14:12

    mhhh che idea, ecatina!

  10. mf , il 30.08.2006 alle 14:19

    Il cane però non galoppa ma corre, tutt’al più abbaia, o no?:)))

  11. fageo , il 30.08.2006 alle 14:26

    ci vorrebbe qualche flash-back adesso!

  12. (quel) Simone , il 30.08.2006 alle 16:42

    Preferisco pensare che gli scrittori scrivano con la penna…invece che con la tastiera.
    Unico neo di questo anonimo racconto malinconico!!

    E comunque ho rimesso a posto le scarpe. Epperò avrò pure il diritto di togliermele ed effondere quel soave olezzo di calzini umidicci in tutto il MIO bLar, no?!?!

  13. Andrea , il 30.08.2006 alle 16:58

    ..io con gli animali ci parlo…..ma mi sorge il dubbio…come si comunica con un cane completamente sordo…? Esiste un linguaggio dei segni…???
    :-)

  14. roger , il 30.08.2006 alle 17:20

    forse faceva solo finta di essere sordo, come facciamo qualche volta facciamo noi animali bipedi chiamati uomini…..in compenso…doveva essere un cane poliglotta per andare daccordo con i gatti :)

  15. ff , il 30.08.2006 alle 17:58

    secondo me il cane galoppa.
    alzi la mano chi è d’accordo con me.

    vai avanti tu, geo, io poi pubblico ;))))

    gli scrittori dei miei tempi, sì, simo…quelli di adesso non credo.
    erano i calzini? e dimmelo, no?! credevo che ci fosse una ponga morta da qualche parte…’sti ragazzi!

    io ho due cani, andrea, e ti assicuro che ci parliamo con gli occhi.
    loro parlano molto meglio di me, a dir la verità

    sì roger, anch’io sono spesso sorda.
    sarà contagioso?

  16. roger , il 30.08.2006 alle 18:21

    guardandomi intorno……penso di si….e in quel ” guardandomi intorno” mi ci metto pure io….purtroppo

    dedicata a tutti i Lampo che hanno un padrone piu sordo di loro, nella speranza che ne trovino un altro che gli voglia bene

    LA BESTIA RAGIONEVOLE ( Trilussa)

    Arrivato a lo svorto d’un palazzo
    er povero imbriaco inciampicò,
    capolitombolò
    e rimase così, come un pupazzo.
    Zulù, Zulù, perché me lasci solo?
    ciangottò l’intoppato ar cagnolino
    accucciato de dietro a un muricciolo -
    Perché te sei nascosto? A bon bisogno
    nun te ricordi più che so’ er padrone…-
    Er Cane disse subbito: - Hai raggione,
    ma a di’ la verità me ne vergogno!

    CIAO FRA …… :)

  17. ff , il 30.08.2006 alle 22:43

    bella. grazie.
    nanotte

  18. saltino , il 31.08.2006 alle 11:08

    Lei m’iperla gli occhi… così!
    (non era il caso stavo lavorando).

  19. Lizaveta , il 31.08.2006 alle 13:29

    Ma quanta gente cattiva picchiatrice di animali hai incrociato nella tua vita?
    Prego, passami il fazzoletto n. 2

  20. fageo , il 31.08.2006 alle 15:05

    Hai voglia se galoppano i cani!
    Il mio galoppava!

  21. ff , il 31.08.2006 alle 17:59

    suvvià saltino, gli occhi imperlati son rari.

    sempre la stessa liza.

    visto, meta? io avevo anche una cavalletta che galoppava.

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