la zuppa di.
La zuppa di.
Carissime, oggi vi insegnerò a preparare uno dei miei manicaretti più gustosi: la zuppa di.
È un piatto che consiglio a tutte quelle casalinghe che amano accogliere, con un festoso profumo di buono, il ritorno a casa, dopo una giornata di duro lavoro e studio, di marito e figli.
Allacciamoci un grazioso grembiulino, meglio se con una pettorina a forma di cuore, e prepariamola assieme.
Prendete tutte le verdure che senz’altro conservate, belle pulite e fresche di giornata, nel frigorifero, e tagliatele proprio come per preparare un semplice minestrone.
Avete trovato solo due carote di similgomma e una cipolla con un ciuffo verde alla littletoni sulla testa? E anche cercando in fondo ai cassetti non avete trovato nemmeno una patata a pagarla tanto oro quanto pesa? Non vi demoralizzate! Vi confesserò che una volta, nel lontano ‘33, anch’io mi trovai sprovvista di verdure fresche d’orto. Ricordo ancora quel senso di vuoto, di meschina sconfitta che mi guastò l’anima per mesi…
Suvvia, non deprimetevi, anche voi siete figlie del Signore e non permetterò che questo piccolo inconveniente mandi la vostra buona volontà alle ortiche.
Nel freezer avrete, per caso ovviamente, una di quelle squallide confezioni di minestrone surgelato. Ebbene, per questa volta e SOLO per questa volta, potrete usare quella.
Anni d’esperienza mi consentono di darvi un piccolo consiglio: il minestrone surgelato non si lava. È già pronto così. Lavandolo, tutto il prezzemolino finirà nel secchiaio. E poi, ve lo assicuro, è davvero impossibile raccoglierlo.
Orbene, adesso prendiamo una pentola media, grande come una tavolozza, per intenderci, nella quale, quelle brave verseranno le belle verdurine fresche, tagliate a tocchetti grandi 2 cm, e quelle distratte le loro verdure surgelate, direttamente dalla busta.
Un ingrediente fondamentale è l’acqua. Tanta acqua. Più acqua metterete, più minestrone otterrete, e potrete star tranquille per quasi tutta la settimana.
Ponete la pentola sul fuoco medio e andate pure a sbrigare le vostre faccende tranquille, tanto vi verrà sicuramente in mente, tosto o tardi, di tornare in cucina per il sale, l’olio, il dado e un po’ di concentrato di pomodoro. Tutto senza affannarsi, mi raccomando, la calma non dovrà mai abbandonarvi, ché il cucinare dovrà procurarvi soltanto un senso di pacata serenità.
Io, ad esempio, aspettando che le mie verdure si parlottino, sobbollendo felici, di solito occupo il tempo dipingendo un 120×80 o, come ieri, preparando 80 quadernini da inviare agli amici, intervallandoli con un paio di affettuose telefonate.
Tranquille, chiacchierate tranquille, tanto sarà il minestrone stesso che si premurerà di avvisarvi, quando sarà arrivato il momento di tornare in cucina.
Un delizioso profumino di “cotto abbastanza” arriverà fino a voi, accompagnato da quella nebbiolina che caratterizza le belle lunghe cotture di una volta.
Ahimè, care amiche, gli incompetenti si ostinano a chiamarlo odor di bruciato, ma non vi curate di loro, non impareranno mai.. e correte, svolazzanti, in cucina.
Attenzione: quelle che tra voi hanno una o più rampe di scale da fare, stiano molto attente ai cani, ché, ogni volta che vi muovete, credono sia ora di pappa e vi scodinzolano a zig-zag tra i gradini, con grave pericolo per la vostra incolumità.
Ed ecco care Care, il vostro minestrone è lì, che vi aspetta.

Per prima cosa spalancate le finestre. Tutte. Anche quelle dei vicini, se avete dei vicini, naturalmente.
E, mi raccomando, per allontanare quel vile sospetto di bruciato che gli incompetenti continuano a seminare come zizzania, sorridete sempre con sicurezza.
Ahiloro! Non sanno che quell’insieme colorato di verdure compatte è la preziosa base per la nostra Zuppa di.
E invece noi, care le mie cuochine fantasiose, con un cucchiaio ci appresteremo a raccogliere uno strato di questo gustoso composto, ma attente, dovrà essere di tre dita, non di più.
Certo, mi rendo conto che questo è il momento più delicato della preparazione della nostra ricetta.
Occorrono anni e anni d’esperienza per raggiungere la perfezione.
Sono sicura che anche voi, tentativo su tentativo, arriverete a grattare la pentola quel giusto, senza raccogliere lo strato che i profani chiamano bruciato.
Adesso, amiche, versate la purea di verdurine nel vostro bel mixer nuovo (ché son certa, dopo la torta di mele, tutte avrete comprato) e frullate un po’ a piacere, ottenendo un …ottenendo una..mah, ottenendo una cosa mediodensa, giusta da spatola, insomma, di un bel colore amalgamato, tendente al rosso di marte, con una punta di verdeoliva.
A questa gustosa miscellanea aggiungeremo ora una scatola di quello che trovate in dispensa: fagioli borlotti..o cannellini..o ceci..e sarà proprio questa scelta che darà il nome alla nostra zuppa, trasformandola, che meraviglia, ogni volta in piatto diverso!
Zuppa di Fagioli Borlotti. Zuppa di Cannellini. Zuppa di Ceci.
La prossima volta, tutte pronte col vostro grembiulino, per preparare un’altra delle mie preziose ricette: le Lasagne al cucchiaio.
Buona domenica.

vada per le torte:D
sicura?
Sempre rossastri i tuoi manicaretti. Come fai?
uso il rosso di marte, no?!
Sicura di aver messo tanta acqua?:)***
aiuto… zia… sinceramente parlando (anzi scrivendo)… non ha un bell’aspetto… oh per carità, magari è buonissimissima ma… ecco si insomma…
metti la ricetta della tua buonissima pizza, va… forse è meglio…
ma lo zio era contento di tale pastrocchio!?
^_^
Sono buonissime anche le lasagne alla Treccani! Facilissime da fare, si possono condire con qualsiasi sugo, l’importante è mettere poca acqua e non mescolarle MAI!Le lasagne si attaccano una all’altra e diventano un vero e proprio tomo enciclopedico. Squisite! Bye bye
SEI STATA NOMINATA
“Cucchiaio d’Argento di Abu-Ghraib”
e “Gran Chef dell’Ordine di Kabul”.
Ti offendi se ti denuncio alla OMS per tentata strage, ad Amnesty per torture a vegetali e ai prigionieri?
Poi già che ci sono, faccio anche un’interrogazione parlamentare, e telefono alla LIPU.
Mi sa che continuo a mangiare il mio Croccopollo al microonde… :DDD
sicurissima, sasà.
antopiccolacuoca, hai forse mangiato male dalla zia?dài..di’ la verità, ché qui mi credono una schiappa.
ny, chiedi pure in giro, qui da me si mangia benissimo. la vedi questa sopra è la mia nipotina e può testimoniare.
nessuno si è mai lamentato.
e adesso scusa. ho degli ospiti a pranzo.
menu: pisarèi&fasò.
anzi andrò a controllare, valà
princy, la tua treccani va in microonde?
Mi è venuta voglia…di andar fuori a mangiare. Solo una domanda: quando posso richiudere le finestre?
carissimo ioguido, ti insegnerò un piccolo trucco.
la leggera nebbiolina che certifica la bella lunga cottura di una volta, come una coltre ovattata coprirà il soffitto della tua cucina.
ed ecco che tu, con agile destrezza, dovrai spingerla delicatamente fuori dalla finestra.
saltellando, se occorre, per raggiungere anche lassù, quell’angolo nascosto.
solo quando sarà tutta uscita potrai chiudere la tua finestra e tornare a dedicarti al tuo hobby preferito: cucinare.
vale anche per l’arrosto e per le zucchine trifolate.
sempre sorridendo. mi raccomando.
E il coniglio con le cozze quando lo fai?
A ferragosto, direi, chè un piatto leggero…
ah..ny
le sane ricette di una volta!
ricordo che nel lontano ‘19 accolsi una decina di amici con una simpatica sorpresa in tavola:
il coniglio ripieno di merluzzo con contorno di strutto montato a neve e spolverato di cacao.
amaro.
naturalmente.
mi prenoto per le lasagne
la zuppa di…mi ha fatto venire in mente mia suocera: grandiosa cuoca abruzzese, ma assolutamente smemorata;-)))
se le chiedi una ricetta di quello che fa abitualmente (piatti succulenti) ti risponde, che so: “il tiramisù? mai fatto!!!” oppure: “farina per le frittelle? …quanto basta…”
bisogna lasciarla fare.
confermo…e poi via …porto pure la mia crostata
prenotato andrea.
eh sì, contrabb..noi grandi cuoche siam fatte così!
mhhhh anima..è buona la tua crostata? dai ti aspetto