Francesca Ferrari Weblog

28-06-2009

bello vero o finto bello?

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è così bello che sembra finto [fiore di magnolia]

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è così bello che sembra vero [olio di luciano ventrone]

e quindi il bello è realtà finta o finzione vera?

ditemelo voi, ché io non lo so.

23-06-2009

un tempo

ff in filosofia


A vedermi così non ci crederai, ma ero veramente un bel tipo: alto, un po’ chiaro e un po’ oscuro, sempre arguto e intelligente.
Giovane e frizzante, intellettuale quanto basta. Critico e criptico, ma anche dinamico e accattivante.
Avevo la parola giusta per ogni circostanza. Sempre trendy e alla moda.
D’altra parte son nato in un periodo di grandi novità, io.
Amato da grandi e piccini; ospite d’onore in ogni occasione. Spesso costretto a mentire per non offendere il mio mondo adorante.
Stavo ore a rimirarmi, tronfio e spocchioso, e mi giravo il ciuffo ora destra, ora a sinistra e poi tutto indietro, alla bella marinara.
Lustro come un ottone all’alba, e luccicante come un oro del Giappone, al tramonto.
E con la luna, pieno di promesse scintillanti. Un giorno adolescente farfalloso e birichino, un altro nostalgico d’ogni età, o anche maturo saccentino, se ne avevo voglia.
Potevo esser chiunque, ché mi sentivo padrone del mondo: io ero il Post!
Andavo in giro per la  strada e sentivo il bisbigliar ammirato dei commenti. Non mi son mai chiesto perché non ci fosse mai un dissenso, mai una critica. né un attrito, né un disaccordo, nessun dissidio. Mai una divergenza, una frizione.
Un malumore? Maimai.
Era tutto un benestare ed uno starbene e la vita mi sembrava così facile e leggera.
E quanta energia da regalar ai miei fedeli.
E una e due e tre, a volte perfino quattro esternazioni al dì, una in fila all’altra, saltando da qui a lì senza cader mai una volta.
Ne avevo così, sai, di commenti. M’aspettavano in silenzio dietro l’uscio semichiuso, e, a turno, si affacciavano per veder se aprivo gli occhi. Quanta gioia quando s’accorgevano che mi stiracchiavo, lì lì, sul punto di svegliarmi!
Li sentivo scalpitar impazienti, mentre pregustavano un’arguzia in risposta alle mie intelligenze.
Perché io, modestamente, non ne avevo una sola d’intelligenza, ma tante quante son le stelle in cielo. E tutte parimenti brillanti, t’assicuro.
Fresco e ben vestito iniziavo a blablablare di tutto un po’ e un po’ di tutto. Girando in tondo e capriolando idee come un giocoliere d’altri tempi: con tre birilli, col fuoco, due conigli ed alla fine un bel volo di colombe e coriandoli. Che meraviglia!
E i commenti lì a corona e oooh-aaah ad ammirarmi con la bocca aperta ad ogni salto mortale.
D’altra parte, io ero il Post.
A dir la verità capitava, raramente e sempre in ambienti un po’ così, che mi si chiedesse, ahimè senza vergogna alcuna, chi sei? un post? …e cos’è mai, un post?
E che fatica spiegar a costoro la mia natura, ché l’ignoranza a volte è davvero impertinente…sei un articolo di giornale? no? e allora sei un racconto di scrittore…no?! e allora a che servi? chi mai ti legge?… in rete? ma suvvia siamo seri…e se ti manca il frigorifero dove t’attacchi?!?
E se ne andavano truzzi e blasfemi, ridacchiando battutacce sul mio esser un Post.
Una volta sola mi son sentito un po’ a disagio, e la mia sicurezza ha avuto un traballìo d’un istante, fu quando mi si presentò un tizio tutto nero che, con aria grave, mi chiese in qual giornale io avessi vita. Era il Necrologio di un tal Conte Sorvini dalla Rocca, che, forte del suo esser nobile in cartoncino Fabriano, mi guardava cartaceo dall’alto al basso.
Fu allora che decisi di cambiar carattere e abbandonando il mio frivolo Comic indossai il ben più sobrio Verdana, adatto a tutte le occasioni.
Ero molto più elegante, stile minimal grandezza giusta, peccato non averci pensato prima, ma si sa, alla giovinezza ed al successo si perdona tutto.
Poi, non so perché, non so percome, a poco a poco la ribalta iniziò a spegner le luci, ed io cercai di rinnovarmi, saltellai tra un pratico Tahoma ed un Courier New. Offrii cartoccini d’argomenti sempre diversi, moda, politica, obladì e obladà. Inutilmente.
In segreto provai anche a cambiar colore, un blu pervinca forse sarebbe stato l’ideale per riconquistar quei commenti che uno ad uno se ne andavano a guardar filmatini di poca spesa e di facil comprensione.
Li sentivo ridere davanti a due frasette buttate lì senza punteggiatura, doveseicosafai, e quegli applausi che eran miei ora andavano a foto e sorrisini senza senso. Che umiliazione, sapessi!
Adesso me ne son fatto una ragione, me ne sto qui sulla sedia a dondolo, vecchio e solo, senza memoria e tremolante.
A volte inizio una frase e poi perdo il filo. Mi sembra di poter fare un bel salto carpiato a tre esclamazioni, ma poi m’accorgo che muovo appena le pantofole dal piolo della sedia.
Quel che mi scoccia è che prima o poi passerà ancora quello snobbone d’un Necrologio e mi vedrà in questo stato.
Lui, sempre attuale e senz’età, ed io stanco e ormai svuotato.
E pensar che un tempo ero un Re.
Il Signore del TuttoSo.
Ero un Post, io!

17-06-2009

bozzetto

ff in filosofia

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insomma, nel pomeriggio ho buttato giù un quadrorotondetto e senza impegno per non perder la mano.