Sì lo so. E’ da un po’ di tempo che manco, ma non è colpa mia, il fatto è che ho trovato lavoro.
Sapessi come son contenta!
Certo, è un lavoro stagionale, a tempo determinato, ma se si dovesse pensar sempre a quel che sarà non si vivrebbe più, non ti pare?
Per ora mi godo questa fortuna che m’è cascata addosso inaspettatamente.
Ero lì che contavo le foglie sotto la pianta grande, foglie ancora piccine ma che prometton bene, quando sento una voce che mi dice, hai del tempo da perdere, vedo…
Lì per lì mi son saltate cinque mosche al naso, ma come… io di tempo non ne ho mai perso, magari gli occhiali, sì, ma il tempo me lo tengo sempre ben stretto. Non è che te lo regalino e buttarlo via mi sembra davvero uno spreco orrendo.
Stavo per pigliar a male parole quella voce impertinente, quando mi sento dire, se vuoi ti offro un lavoretto di precisione.
Le mosche si son messe subito sull’attenti e, via via che la vocina spiegava in cosa consisteva il lavoro, diventavan sempre più gentili e svolazzose, tanto che sembravan farfalline rosa.
Insomma, per farla breve, son stata assunta come Capordinatrice del Color Verde.
Devo girar per il mondo, da qui a lì, in su e in giù, e catalogare tutti i verdi che incontro.
In dotazione ho mille scatoline dentro le quali devo mettere un campioncino d’ogni colore: dal verdeblu al gialloverde, passando per il verdemare ed il verderba.
M’hanno dato anche un seggiolino con il sedile a triangolo in canapone grezzo, uguale a quello che ci si portava in spiaggia una vita fa, quando il mare era sei verdi e cinque azzurri, e il sole splendeva anche quand’era nuvolo.
Così adesso giro col mio seggiolino sotto il braccio e, quando arrivo ad un bel verde, mi fermo, lo apro mi ci siedo sopra e piglio campioncini. E poi via a cercarne altri, chiari, scuri, trasparenti e grassi.
Capirete bene che il lavoro è tanto, mica per niente han chiamato me che di verde son parecchio esperta.
E son brava, sai? tanto che stamattina, prima di uscir per la raccolta, il direttore m’ha promesso che forse a fine estate mi riconfermerà anche per catalogar i giallimarroni, a patto però che riesca a trovar i due verdi più rari: il sempreverde ed il verdesperanza.
Mannaggia, e pensare che solo qualche anno fa li vedevo entrambi dappertutto, ne avevo nelle tasche, nei cassetti, in testa e anche nel cuore.
Perfino mescolati ai blu. Ne avevo così tanti che li buttavo dalla finestra.
Che oca! li ho consumati tutti, e adesso se qualcuno non me li regalerà mi sa tanto che a settembre mi troverò disoccupata.
Peccato.





