mani&chiusura per sfaticamento fferrari
creta refrattaria e foglioA4.
Ah, mi ci vedo, lì-lì per esalare il mio ultimo respiro, nell’abbandonar questa valle di lacrime. Vedo tuttaquanta la scena come fosse accaduta ieri.
Sarò in un enorme letto tutto di pizzo vestito, appoggiata ad almeno venti cuscini di piuma. E trine e ricami e falpalà. Candida la camicia da notte, ricca di merletti e smerli a chiacchierino.
E me ne starò lì, con le manine secche e pellute abbandonate una sull’altra, con estrema eleganza, a guardar voi, i miei cari, tutt’intorno.
A dir la verità dovrete star molto larghi per riuscire a circondar il letto, ché non siete poi così numerosi.
Ne potrei sempre affittar qualcuno, altrimenti sai che tristezza veder che la tua dipartita bagna solo una manciata di fazzolettini di carta?
A proposito, no.
Di carta no, per favore. Lascerò un cestino all’ingresso con fazzoletti veri di lino fine. Per quanto morbidi non mi son mai piaciuti i tempo&c, e per il mio estemo saluto ci mancherebbe che mi vedessi pianger nella carta al mentolo.
Tornando a voi miei cariafflitti&affittati, sarete tutti lì a guardarmi con affetto lagrimevole, ed io ricambierò lo sguardo con quel sereno distacco che prelude l’ormai prossimo viaggio.
E ci si guarderà per ore, e forse anche per giorni. Tutti nella grande camera ad imposte socchiuse. Penombra per chi in ombra si sta trasformando.
E allora con estrema fatica io solleverò la manina ad indicarvi uno alla volta, e facendovi avvicinare vi regalerò la possibilità di svelar segreti da portar con me nell’altro mondo.
E voi mi aprirete le vostre anime, e io con gli occhi semichusi ascolterò e perdonerò e comprenderò il vostro male ed il vostro bene.
E come spugna di mare assorbirò tutto ciò che appesantiva le vostre vite, quel mai confessato che pesava come zavorra sulle vostre piccole spalle umane.
E vi alzerete dal mio capezzale come rinati, liberati da segreti diventati farfalle.
Ai miei cari la leggerezza della liberazione, a me il peso del loro intimo più profondo. Unica depositaria del tuo mondo recondito. Unica cassaforte dove chiudere il tuo segreto. E poi chiuderò gli occhi e aspetterò la Nera Signora con la serena consapevolezza d’avervi donato un limpido futuro senza ombre di segreti opprimenti.
Io aspetterò, ma poi se mi riprenderò e la Nera Signora rimanderà la sua venuta, non sarà certo colpa mia.
E quel che ormai sarà stato rivelato, sarà stato rivelato.
Mica si cancellerà. Ci si metterà d’accordo. Eh.
