pensierino
pensierino di fine estate:
come natura crea, io mi conservo.

“foot-joy comfort scarpa da golf interamente in pelle bianco/blu foderata in mesh per un maggior conforto del piedino. suola tassellata per un maggior grip sul terreno. n°36.” fferrari
acquerello su carta da pacchi, ché non c’era altro.
Volevo soltanto ringraziare tutti quelli che il giorno 24 agosto si ricorderanno di farmi gli auguri di Buoncompleanno.
E volevo anche ringraziare mestessa per la meravigliosa valigetta Derwent che mi son regalata.
Davvero, mi ringrazio tanto! Non dovevo disturbarmi. E’ un meraviglioso regalo e mi mancava. A dir la verità devo ammettere che ho sempre dei bellissimi pensieri per me stessa e, vi sembrerà strano, difficilmente sbaglio nell’indovinar i miei gusti.
Conosci te stesso e non ti sbaglierai mai i regali.
C’è scritto pari-pari sul tempio dell’oracolo di Delfi, mica robetta.
La libertà.
Scelgo la libertà di dipinger male.
Di sporcar colori sulla tela, se ne ho voglia. di mettere in fila duemila alberini. di far paesaggi da qui a lì.
Scelgo la libertà di svegliarmi una mattina con la voglia di tonteggiare tre mele con la spatola grande e subito dopo cancellare tutto per passare ad un pennello 12 con due stradelli che si incontrano nel verdeblu. o nel rosso di marte, se mi va.
E alla fine della giornata posso anche buttar tutto alle ortiche, dietro casa.
La libertà di disegnare mani per tutto il giorno. Oppure di contornar con pennino e inchiostro un profilo di bambino. O con la sanguigna un origami. Anche per cinque ore.
E se mi gira dal verso giusto, dipinger una tela 150×150 di lino fine che nessuno vorrà mai. solo per me.
La libertà di non mostrare. Di portar tutto in cantina a far la muffa. Anzi alle formiche.
Di non dover cercar per forza un tema intelligente che contenga due chili di verità assoluta, tre etti di moderno e una cornice di ghirigori a doppio intreccio. Voglio far quadri insulsi o così come capita. Una volta rettangolari e una volta rotondi. E appenderli a testa in giù.
Voglio dipinger come fanno i bambini con la scatola di matite nuove di pacca. Temperarle tutte anche se han già la punta e poi far soli e fiori e sopra una riga blu di cielo. E tirar su il foglio alla fine, con un sorriso da orecchio a orecchio. E via andare finché mi va.
Tavolozze senza senso. Dieci blu e il bianco. Massì anche un po’ di verde. Se mi va. E il giallo, ché oggi mi son svegliata con la voglia di giallo.
Domani chissà, magari sarà la volta del viola. O del color can che fugge.
Tanto non devo render conto a nessuno: ho scelto la libertà di dipinger solo per me.
“ammò”fferrari
giallo blu verde a spatola grande
