basta
GALLERIA SANT’ANDREA
VIA CAVESTRO 6
PARMA
Arriva il momento che un pittore mediobasso dice basta.
In genere arriva una settimana prima di una mostra, più o meno verso l’ultimo quadro da finire.
O forse arriva a me soltanto e allora vuol dire che non sono di grado mediobasso, ma solo basso… e più giù di basso nella scala bravura pittorica non so cosa c’è….minimo, forse? ecco, allora bassominima. un po’ come il bassotuba, insomma, che a me ha sempre dato l’idea di una sorta di bocciatura in strumento musicale: la tuba promossa, il bassotuba a settembre.
Fatto sta che al penultimo quadro io non ne posso più di cieli, di nuvole, di pali del telefono, di olio che non asciuga, di pennelli dimenticati sporchi e da buttar via, di tubi strizzati a metà e chiusi male. Ti farei una foto del mio studio, guarda, per darti l’idea del mio sfinimento.
E poi tutti ’sti quadri che stan lì a guardarmi come se gliene andasse a loro. Ma li vedi come sgomitano, eh guarda che qui c’ho un bruscolino…a me non hai rifinito il bordo!…lui è più bello, non è giusto…io son sbiadito e alto unoesufla, lui è alto e snello e blu ceruleo, perché?
E le senti anche di notte tutte queste vocine odiose che litigano e battibeccano come vecchie serve.
Il problema è che finché un pittore è in vita, se vuol fare una mostra, il bonton da galleria insegna che in un’esposizione ci deve esser continuità. Armonia di colori. Un unico Tema. Filosoficoalchemico, possibilmente.
E quando morirai chi s’è visto s’è visto, tutti i quadri giù in cantina, ché non c’è più il pericolo che io venga a controllar se la mia tela è al posto giusto.In salotto a metà parete.
Se invece sei pittore massimoalto e muori, ti faranno un sacco di postume che potranno anche esser multitono. Accanto al paesaggio nuvoloso ti ci attaccheranno anche il disegno fatto alla Terry, ammesso che tu ne abbia una accanto, per farle capire cosa vuol dire in italiano media cottura. E non è un disegno facile, credimi, ma da lì a metterlo accanto ad un cielo ne corre. Eppure son convinta che tu, massimoalto, quando morirai, avrai delle mostre variegate gusto amarenacacaovaniglia.
Scendendo dall’Empireo e tornando a noi, io non ne posso davvero più.
I quadri si lamentano. I miei non ne possono più di sentirmi parlar di organizzazioni e di pannelli e di rosso indiano, così o un tono più scuro?
Se chiamo Ulisse per chiedergli notizie del Catalogo, mi risponde con la voce della zia Cesira. E io so bene che una zia Cesira lui non l’ha mai avuta.
Per non parlar del rinfresco, poi.
E’ da una settimana che faccio sondaggi sotto i portici di via Mazzini per saper quanto mangia la gente alle cinque del pomeriggio.
Preferisce il salato o il dolce?
E il bere? Cosa si beve a quell’ora?
E i bicchieri? oliva o ganzi sportivi…e i tovagliolini…e i vassoi?
Ecchecaspita, aspetteranno mica tutti la mia mostra per riempirsi la panza, no? e poi qui a Parma noi siam tutti eleganti e sciccosi: si pelucca, mica ci si abbuffa.
Quindi rinfresco sobrio trendy cool, mi raccomando.
Resta il problema quadri da finire. E io non ne posso più di cieli, ma non dirlo in giro, ché altrimenti la mia immagine di pittorimpegnata ne soffre.
Vedi, detto tra noi, oggi mi piacerebbe tanto disegnar a carboncino e sanguigna. Con calma. Cancellando con la gommapane. Sfumando col dito. E ogni tanto alzar la testa e guardar i pensieri che corrono liberi giù nel parco giochi.
E invece mi toccherà finire il bordo di questo quadro che mi guarda malgustoso, ma giuro che se stasera avrà ancora qualcosa da ridire la prossima volta si dipingerà da solo, ché non son mica al suo servizio, io
Ci mancherebbe.















