Francesca Ferrari Weblog

27-11-2009

out of time

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fferrari

27-08-2008

36 in saldo

ff in galleria, golf

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“foot-joy comfort scarpa da golf interamente in pelle bianco/blu foderata in mesh per un maggior conforto del piedino. suola tassellata per un maggior grip sul terreno. n°36.” fferrari

acquerello su carta da pacchi, ché non c’era altro.

27-02-2008

che bel gioco, il golf!

ff in giarina, golf

 Giocare la palla

13.1 Regola generale
La palla deve essere giocata come si trova, a meno che le Regole permettano diversamente. (Palla ferma che è mossa – vedere la Regola 18).
13-2. Migliorare il Lie della Palla, l’Area dove si Intende Prendere lo Stance o l’Area dello Swing che si Intende Effettuare, o la Linea di Gioco
Un giocatore non deve migliorare o permettere che sia migliorata:
• la posizione o il lie della sua palla,
• l’area dello stance che ha intenzione di prendere o dello swing che intende eseguire,
• la sua linea di gioco o una ragionevole estensione di detta linea oltre la buca, o
• l’area in cui si accinge a droppare o piazzare una palla, mediante una qualsiasi delle seguenti azioni:
• muovere, piegare o rompere qualsiasi cosa vegetante o fissa (incluse le ostruzioni inamovibili e gli oggetti che definiscono il fuori limite),
• creare o eliminare irregolarità della superficie,
• rimuovere o schiacciare sabbia, terreno sparso, zolle (divots) ripiazzate, o altre zolle d’erba tagliate e rimesse a posto, o
• rimuovere rugiada, brina o acqua. Tuttavia il giocatore non incorre in penalità se l’azione si verifica:
• nel prendere lo stance in modo corretto,
• nel fare un colpo o il movimento indietro del suo bastone per eseguire un colpo e il colpo è stato fatto,
• sull’area di partenza nel creare o eliminare le irregolarità della superficie (Regola 11-1), o
• sul putting green nel rimuovere sabbia o terreno sparso o nel riparare danni (Regola 16-1).
Il bastone può essere appoggiato solo leggermente e non deve essere pressato sul terreno.

13-2bis
quando la giarina gioca col trequarti e lui si prodiga in consigli ed insegnamenti e fai così, fai cosà. dritta! no!… gioca il sette - più in là - più in qua - guarda me ché impari - non così!…lo vedi? sei andata in rough - te l’avevo detto - addressati bene - guarda dove sei coi piedi - prendi la direzione - fai la prova - hai visto? sei andata in bunker - te l’avevo detto, io, ma non mi ascolti mai - gioca il sette - no! ecco - te l’avevo detto - guarda me, hai visto che tiro?sono in green con due - wow vado a premio - allora è assolutamente lecito difendere la propria sopravvivenza con ogni mezzo lecito ed illecito.
quando il trequarti tira il suo perfetto drive da 457 metri e anche di più e perde la palla e la giarina la trova come per volontà divina, allora la giarina può decidere di spostare la palla del trequarti come meglio le aggrada.
e questa è la regola e vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e quindi zitti e mosca.

esempio- foto N°1

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trovare la palla per volontà divina

foto N°2

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sistemare la palla

foto N°3

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ah, ‘caspiterina che sfortuna’. davvero una brutta posizione per andare in green in due.

mannaggia.

16-07-2007

the new rules of golf

ff in golf

Quando si gioca col capo e lui fa sfoggio di par di qua e di birdie di là mentre con voi la sfortuna si accanisce,

e una volta
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e due volte

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è assolutamente lecito provvedere con ogni mezzo per difendere il vostro amorproprio.

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Davvero.

Firmato Il Gran Giudice Supremo Di Tutti i Golf Del Mondo. E Anche Più In Là.

17-10-2006

hole in one

ff in golf

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Un drive lungo dieci giorni, e hole in one!

06-10-2006

stanchezza

ff in giarina, golf

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28-04-2006

golf: l’assemblea

ff in golf

L’estate scorsa mi si è aperto un mondo nuovo: quello delle assemblee.
Non avevo mai partecipato ad una assemblea, nemmeno ad una condominiale.
Oddio, a qualche riunione, sì, ma solo a piccole riunioni ante-mostre di pittori mediobassi, durante le quali, in genere, si scannano per 2 cm di parete in più o in meno.
Certo, anche quelle sono divertenti, ma quella di quel sabato al golf è stata davvero un’altra cosa!
Tanto per cominciare c’era il tavolone lungo con tutto un tappeto verde sopra.
Notare la finezza: verde come i green.
Poi c’erano le bottiglie di acqua minerale, rigorosamente naturale, nelle glassette…e anche questo è un particolare da non sottovalutare.
E poi c’era il “Comitato”.
Ma che bello!
Io un Comitato così, l’avevo visto solo nei film americani.
Tutti seduti in fila, attenti e serissimi, ma poi, soprattutto, in mezzo ai Comitanti, spiccava “lui”: il Presidente.
Bello…
Con quella giacca blu, con la cravatta regimental, e la camicia coi gemelli…
Non so se aveva i pantaloni, perché non si vedevano.
Certo che caldo, c’era caldo…l’avrei anche giustificato, poveruomo…
Davanti al Comitato, seduti nelle seggioline di plastica bianche, c’erano tutti i soci.
Anche loro belli.
Ordinati e profumati di doccia.
E le signore con tanto di messa in piega azzurrina.
Come per la messa di Pasqua.
In fondo al salone, in piedi, con un piede dentro e uno fuori sulla terrazza, io e il capo.
A dir la verità, il capo trequarti non è mai veramente in un posto, lui sembra sempre sul punto di andar via, per far dell’altro.
Io glielo dico spesso che non è educazione, e specialmente quando si hanno ospiti a cena, non ci si alza alle dieciemezza, mentre tutti conversano di questo e di quello, dicendo ”è stata una bella serata, grazie e alla prossima volta” non si saluta e si va a dormire, così all’improvviso. Non si fa, ecchediamine! 
Ma tanto non mi ascolta.
Tornando a quel pomeriggio al golf, devo dir la verità, vista l’età media, senza falsa modestia, anche se provata da fatica e caldo, io facevo la mia bella figura.
E già, solo per questo motivo, l’assemblea mi era piaciuta subito, eh?!
Quando poi ha iniziato a parlare il presidente, son rimasta folgorata.
Ma che bravo…
Ma che loquela!
Non sbagliava un vocabolo, non si intartagliava mai, non iniziava mai un discorso senza arrivarci in fondo, con una logica da manuale.
Che invidia.
Io spesso mi scordo cosa volevo dire, a metà di una frase..
Ma lui no.
Ha parlato di warrant.
Per un’ora abbondante..
Senza un attimo di incertezza.
E naturalmente io non potevo non annuire, sentendomi in completa sintonia con le sue parole.
Non si è distratto nemmeno quando è entrata una ritardataria di 104 anni, che, bella come il sole, totalmente incurante di tanto oratore, si è messa a salutare, una per una, tutte le signore presenti, chiedendo notizie di figli e nipoti e spiegando che era in ritardo, perché aveva perso il gatto.
La calma è tornata solo quando, dopo aver fatto alzare tutta una fila di sudatissimi soci, la signora ha finalmente trovato posto accanto alla sua amica. 
Nonostante tutto questo trambusto, lui, il Presidente, non ha battuto ciglio, non ha perso il filo e ha continuato a spiegare.
E io ad annuire ammaliata.
Alla fine, quando ha chiesto:
“ci sono domande? passiamo al voto?”
tutti si sono messi a parlare, chi alzando la mano e chi no..
chi alzandosi in piedi, con i pantaloni appiccicati per il caldo, chi alzando solo ascelle pezzate.
Insomma un brusio da alveare in piena attività.
Ma fatalità ha voluto che calasse un momento di silenzio assoluto proprio quando, rivolgendomi al mio trequarti, ho esclamato, a voce alta per farmi sentire
“io non c’ho capito assolutamente niente di warrant, ma ha parlato troppo bene per non votare un sì..”
E si son voltati tutti.
E allora il capo, vigliacco come pochi al mondo, ha fatto finta di non conoscermi e mi salutato dandomi del lei.

Update. Ecco un’altra assemblea.
E’ una riunione di condominio di
IlDolceForno.

[ho fatto il mio primo update]