“duchessa&contessa”fferrari
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“flapflap”fferrari
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Eppure non dev’ esser così difficile.
Tu li vedi come volano tranquilli, no?
Li ho studiati tutto il pomeriggio. Stanno lì a gironzolare, beccano un vermetto, poi si grattano sotto l’ala, e poi ancora due passettini.
A seconda dell’umore stanno uno accanto all’altro, oppure piglian le distanze e fan finta d’esser stranieri.
Niente auguri, niente regali. Anzi, per le feste ognuno a casa sua.
Lo sguardo altero e distaccato. Ore e ore a guardar là in fondo un qualcosa che non arriva.
Fermi, immobili come statue, e poi all’improvviso, quando arriva un segnale da non so dove, un salto e via, senza indecisioni.
Flap, flap, due bracciate e in un attimo tutto è piccino là sotto.
Mai una volta che ne cada uno.
Una bazzecola, volare.
Quest’anno dovrò imparare anch’io.
Assolutamente.
Non sono capace. Guarda che non è difficile ammetterlo, sai?
Non lo so fare, non è nelle mie possibilità.
Ci son mille modi per dirlo. Basta avere un pizzico di coraggio, alzarsi in piedi, magari salire sopra uno sgabellino, se sei alto unoesufla, e gridare al mondo intero ” NON CI RIESCO!”
Che sarà mai…vedrai che tutto continuerà a ruotar su se stesso, la vita avrà il suo corso e ricorso, il cielo resterà là in alto e la terra se ne starà sdraiata un po’ a pianura e un po’ a montagna, a volte acqua, come dall’inizio di quel dì.
Invece nessuno ci riesce. Son tutti talmente presuntuosi da esser convinti di poter far salti mortali e capriole. Crescon fin da piccini con l’idea che saranno i più bravi a lavar le ali delle farfalle. Gliel’hanno ripetuto ogni giorno, non può non esser vero. E allora, falsi come giuda, quando nessuno li guarda fanno un saltello da mammamma quanti passi fo’ e poi esultano con un “ci son riuscito!”, cercando con lo sguardo l’ammirazione della gente. Come quando un golfista fa un colpo da favola e poi si gira subito per veder in quanti l’hanno visto.
NON SONO CAPACE.
Ma lo senti com’è liberatorio? Come ti toglie ogni ansia di prestazione?Se lo ammetti potrai dormir sonni sereni, potrai dedicarti a ciò che sai far bene, ad esempio, te lo ricordi il “morto o vivo”? Congiungevi le mani tipo preghiera a Gesù, incrociavi i due medi e girando le mani chiedevi ad un bimbo idiota, morto o vivo? e quello rispondeva sempre sbagliato. Se sai far quello, a che ti serve dimostrare al creato d’esser in grado di quadrar la terra.
Davvero, ti stai solo complicando la vita.
Accontentati se riesci a mettere in fila le lumache, e già questo non è un lavoro facile, sai? Le lumache hanno una lenta ma ben determinata anarchia. Se hanno deciso d’andare a destra a destra vanno. Tu ti siedi lì e con pazienza non appena vedi un accenno di scarto, le pigli e le raddrizzi. Se ti eserciti con costanza, in pochi anni potrai diventar un bravissimo allineatore di lumache. E non è poco.
Insomma, quel che voglio dirti è che non puoi far tutto. Ci son milioni di cose che non sarai mai in grado di fare.
Parlo anche per me, non credere.
Adesso come adesso non me ne viene in mente nemmeno una, ma sicuramente ci sarà qualcosa che non mi riesce bene.
Attento, non ho detto, che non sono in grado di fare…ho detto, che non mi riesce bene.
Eh.
[…]
Scegli dunque una stretta porzione di cielo al tramonto che puoi vedere abitualmente, tra i rami degli alberi o tra due comignoli, o nell’angolo della finestra che preferisci, e cerca di ombreggiare un pezzetto di carta bianca con la stessa gradualità del cielo-non con la stessa tenerezza, no non puoi farlo senza colori, anzi nemmeno con essi, però lo puoi fare con la stessa gradualità; o almeno, se perdi la pazienza con le tue righe e le macchie d’inchiostro, nel guardare la bellezza del cielo sarai divenuto più consapevole di tale bellezza, e questa è cosa di cui essere riconoscenti.
[…]
Tuo devotissimo
J. Ruskin
